JUDO CLUB NOVI
Associazione sportiva dilettantistica
Via Ferrando Scrivia, 24/A
Novi Ligure (AL)
Tel. e fax. 0143 322011
judoclubnovi@libero.it
La Storia del Judo Club Novi
Le origini
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Il maestro Nino Mirabelli
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Fu il novese
Nino Mirabelli a portare il Judo a Novi.
Siamo nel
1953 e questo giovane studente, pur facendo la spola tra Novi e
Modena dove studiava alla facoltà di veterinaria, trovava il tempo di coltivare
una sana passione per lo sport alla scuola di Judo del grande maestro
Nicola Tempesta
(Campione Europeo nel 1954).
Nei fine settimana durante i quali tornava a casa Nino non perdeva occasione di
parlare con conoscenti e amici dei suoi allenamenti, delle splendide serate passate
nella palestra di Modena, dei valori di questo sport così affascinante e così nuovo
per la nostra cultura occidentale e il suo entusiasmo era così coinvolgente che
ci volle veramente poco perché un gruppo di questi decise di mettere in pratica,
sotto la sua guida, quegli insegnamenti.
Iniziarono nel retrobottega di un negozio in via Girardengo, il
tatami era
formato da pochi materassi riempiti con foglie di granturco e cuciti dalle mamme
di alcuni di loro, i
judogi furono ricavati da tessuti di recupero e vecchie
lenzuola bianche e furono anch'essi cuciti interamente a mano da quelle inconsapevoli
ma volenterose mamme.
Nacque così la
SOCIETA' AMATORI JUDO di Novi Ligure di cui fu Presidente
il compianto
Teresio De Vercelli.
La storia
Dopo alcune tappe tra un retrobottega e l'altro dei negozi di via Girardengo,
finalmente nel 1955 i judokas novesi approdarono nei locali di via Gramsci
che il sig. Zavaglia mise loro a disposizione, gli stessi che alcuni anni
dopo ospitarono il supermercato COOP.
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I fondatori del judo club novi:
In piedi da sinistra ITALO BLASI,
NINO MIRABELLI, SCONOSCIUTO(?)
In ginocchio ANGELO DE PETRO,
ROSSI GUGLIELMO,
ARMANDO FERRARESE
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A questo punto Il problema di avere un tatami decente venne affrontato decisamente
da alcuni di questi appassionati volonterosi che autotassandosi firmarono e onorarono
cambiali per una dozzina di materassini, importati direttamente dal Giappone da
una società romana. Con altri notevoli sforzi gli stessi divennero, nel giro di
pochi anni, una ventina; all'epoca già teneva la contabilità il mitico
Piero Cavanna
che per decenni avrebbe sponsorizzato direttamente l'attività della società.
Furono anni di intensa attività promozionale con manifestazioni volte a far conoscere
il Judo a Novi e dintorni, tutti quelli che lo praticavano erano giovani con una
gran voglia di comprendere e imparare i principi di questa filosofia sportiva e
lo sforzo di tutti, a cominciare dal ormai compianto Nino che aveva il doppio impegno
di atleta e insegnante, era destinato a lasciare una impronta significativa e duratura
nella storia dello sport novese tanto è che a quasi cinquanta anni d'allora il ricordo
di quella attività è ancora vivo e presente nella memoria degli insegnanti e dei
tecnici di oggi.
Come non ricordare l'apporto che diede alla riuscita di quelle manifestazioni il
M°
Bianchi di Genova con le sue dimostrazioni di grandissima classe. In un
cocktail ancora confuso di arti marziali numerosi atleti si esibivano spaziando
dal Judo al Ju-Jitsu fino alla boxe francese, la famosa Savàte, collaborando comunque
alla diffusione di questo tipo di attività.
Un altro impulso fondamentale allo sviluppo del Judo fu quello del maestro (cintura
nera 3° DAN)
Giovanni Carrega, un francese originario di Serravalle Scrivia,
che dal
1956 al
1957 si trovava ad Acqui Terme per cure termali.
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Il maestro Giovanni Carrega con
il maestro Franco Baladelli (in divisa) |
Sapendo che a Novi c'era una palestra di Judo, il maestro Carrega volle verificare
questa realtà per poterne eventualmente usufruire; constatato che, nonostante il
livello di preparazione fosse comunque già discreto, c'erano ampi spazi di miglioramento
lo stesso si offrì di insegnare questa magnifica disciplina durante il periodo della
sua permanenza. Possiamo immaginare la gioia dei giovani atleti novesi, usufruire
degli insegnamenti di un Maestro già campione di Francia era un'occasione assolutamente
unica e altamente formativa, l'apice della esultanza si ebbe in occasione di una
straordinaria esibizione alla Sala Italia, in via Municipio.
Quando per subentrati motivi di famiglia Nino Mirabelli dovette cessare sia gli
studi che la pratica judoistica, parecchi amici suoi, tra i quali
Detto Bagnasco,
Italo Blasi, Gino Torriani, Angelo Bertelli, Luigi Milani, Renato Saccarello
(che fu anche Presidente della società),
Talino Pallavidino, Augusto Basaluzzo,
il fotografo novese
Armando Ferrarese, Angelo De Petro, Dino Poggio, Mingo Leveratto
(anche lui futuro presidente della società),
Rossi Guglielmo, Quercio Carmelo
e molti altri (dei quali purtroppo non si ricordano i nomi), continuarono l'attività.
Nel
1957 arrivò come istruttore la cintura nera 2° DAN M°
Pino Preziosi,
sergente dell'Esercito Italiano in forza alla caserma di Alessandria, egli rimase
a Novi per sette anni, fino a quando nel 1964 per motivi di servizio dovette rientrare
nuovamente ad Alessandria.
Durante questo periodo e più precisamente nell'estate del 1958, iniziò a praticare
Judo un giovane, allora diciassettenne, che avrebbe raccolto poi l'eredità di tutti
i maestri finora elencati, questo ragazzo era
Italo Parodi (oggi cintura
nera 4° DAN, istruttore, arbitro nazionale e responsabile regionale arbitri U.I.S.P.
per il Piemonte).
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Il maestro Mirabelli durante una lezione di
Katame Waza con Detto Bagnasco come uke
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Dall'autunno del
1964 fino alla primavera del
1966, l'attività di
Judo a Novi subì un forte rallentamento dovuto sia al trasferimento del maestro
Preziosi che a subentrate difficoltà finanziarie, tutto ciò fino a quando si ebbe
un nuovo rilancio dell'attività soprattutto perché Il comune di Novi Ligure, grazie
specialmente all'interessamento del compianto amico
Dino Poggio, diede in
uso alcuni locali in corso Piave, gli stessi in cui le donne novesi andavano tanti
anni addietro a lavare biancheria e panni (erano proprio i vecchi lavatoi pubblici).
Nonostante il grandissimo caldo estivo e l'intenso freddo invernale (mitigato solo
parzialmente da una vecchia e gloriosa stufa a segatura) in questi locali si sviluppò
la rinascita del Judo novese che si affiliò alla
F.I.A.P. (Federazione Italiana
Atletica Pesante), diventata poi, nel 1971,
F.I.L.P.J. (Federazione Italiana
Lotta, Pesi e Judo).
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| Una tecnica di Ashi Waza
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Grazie alla volontaria tassazione di un gruppo di appassionati si ricomprarono nuovamente
una ventina di materassini e numerosi validi maestri si susseguirono sul tatami
novese, tra questi vogliamo ricordare il M°
Nino Patrucco di Voghera, il
M°
Giosuè Minissale e il M°
Bellini (in forza al locale presidio di
P.S.).
Nell'estate del
1968 la Società si trasferì nei semi-interrati della scuola
"G. Pascoli", anche questi messi a disposizione dal Comune di Novi Ligure, e qui
iniziò la sua opera il Maestro
Camillo Di Blasi, (cintura nera 3° DAN), in
forza alla Questura di Alessandria. Sotto la sua abile guida si formò la prima cintura
nera di Judo novese
Piero Battilani.
Di Blasi restò a Novi per cinque anni cioé fino a quando fu chiamato ad essere responsabile
tecnico, siamo ormai nel
1973, proprio il maestro Piero Battilani.
Gli anni dal 1973 al 1978 furono anni di intenso impegno tecnico-agonistico e di
notevoli mutamenti, la società cambiò Federazione e si affiliò alla
U.I.S.P. - LEGA
ARTI MARZIALI, e in questa occasione trasformò anche il suo nome in quello
che sarebbe poi diventato il definitivo "
JUDO CLUB NOVI", il tutto sotto
la presidenza di
Dafni Gaggeri.
Nel gennaio del 1975 acquisirono la cintura nera 1° DAN sia
Italo Parodi
che
Roberto Tabacchetti, nel dicembre del 1978 fu la volta di
Paolo Coscia,
sempre in questo anno salirono per la prima volta sul tatami
Enrico Parodi
(oggi Cintura nera 2° DAN, istruttore, arbitro nazionale U.I.S.P. e arbitro nazionale
federale),
Carmine Paschino e un ragazzino di soli sette anni che avrebbe
fatto parlare di se forse più di qualsiasi altro atleta novese, un certo
Luigi Guido
che suderà sui tappeti del Judo Club Novi fino al 1986 quando, per aprirsi a più
ampi orizzonti si trasferirà a Valenza prima e al C.S. Carabinieri di Roma poi.
Nel
1978 i corsi pomeridiani (bambini e ragazzi) passarono nelle mani di
Tabacchetti e Coscia mentre quelli serali (per gli adulti) furono presi in carico
da Italo Parodi.
Dal
1980 fino al 1989 la responsabilità dei corsi ricade tutta sulle spalle
dell'infaticabile Italo, anche se occorre ricordare che l'aiuto di tutte le cinture
nere formatesi dagli anni ottanta in poi è stato di fondamentale importanza e sostegno
per il maestro Parodi. I nomi dei fratelli
Giorgio e
Roberto Campantico,
della indimenticabile e indimenticata
Alessandra Visconti, di
Francesco "Cesco"
Deserventi, Leone Rizzuto, Sergio Arado, Vincenzo Marasco, Fabio Cazzadore, Roberto
Renati e di tanti altri (sono veramente tanti e ci scusiamo con loro per
non averli nominati tutti) sono parte integrante della storia di questo glorioso
sodalizio che in questo periodo era presieduto dall'ottimo
Angelo Visconti
(il quale sarebbe rimasto in carica fino al 1999).
Arriviamo al
1989 quando a coadiuvare Italo arriva il fratello Enrico (oggi
istruttore 2° DAN) che prende in carico i corsi pomeridiani.
Il Judo Club Novi Oggi
Nel 1990 la società si affilia nuovamente alla F.I.L.P.J. (divenuta l'anno
successivo F.I.L.P.J.K.) mantenendo comunque l'adesione alla U.I.S.P., questo con
l'intento di incentivare la pratica agonistica, per quegli atleti che mostrano spiccate
qualità di combattimento, e contemporaneamente continuare con l'attività di intensa
promozione sportiva destinata soprattutto ai bambini in età scolare ma anche agli
adulti che intendono dedicarsi a uno sport in cui prevale l'equilibrio e la consapevolezza
delle proprie capacità e dei propri limiti nel massimo rispetto di se stessi e degli
altri (non bisogna dimenticare che il Judo si pratica sempre in due, Tori
e Uke).
Nel 1992 riprende l'attività di judo anche Vladi Gelli già cintura
marrone nel 1975 con il M° Camillo Di Blasi, grazie al suo costante impegno e alla
forte volontà Gelli arriva ad ottenere oltre che la cintura nera 2° DAN , la qualifica
di istruttore.
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Il maestro Italo Parodi (al centro)
e gli istruttori Gelli Vladi (a sinistra)
ed Enrico Parodi (a destra)
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Dal
1998, grazie all'impegno dei tecnici e dirigenti novesi nonché di quello
di alcuni ex atleti e cinture nere di Vignole Borbera (
Roberto Ponta,
Livio
Barisone e
Mauro Bernardotti) è nato il Judo Club Valle Borbera,
(affiliato al Judo Club Novi), del quale il responsabile tecnico è proprio Vladi
Gelli.
Dal 1999 la presidenza del JUDO CLUB NOVI è affidata a
Pasquale De Michele.
E' del 2001 la trasformazione della F.I.L.P.J.K. in
F.I.J.L.K.A.M. (Federazione
Italiana Judo, Lotta, Karate e Arti Marziali).
Il resto è storia di oggi, come le 47 cinture nere formatesi nel sodalizio novese
15 delle quali hanno anche la qualifica di 2° dan istruttore.